Come ti vedi tra 4 anni?

4 Mag

come ti vedi tra 4 anni?

A questa domanda 4 anni fa avevo risposto: “spero con un lavoro che mi piaccia e che mi dia tante soddisfazioni“. Le soddisfazioni però non sono arrivate e nemmeno il lavoro. No, non parlo solo del lavoro che mi sarebbe piaciuto fare, ma di lavoro in generale.

Mi ritrovo dunque con una laurea magistrale che non mi è servita granché e nel frattempo ho accumulato qualche ruga, capello bianco e disillusione in più.

Se mi avessero detto 4 anni fa come sarebbe stata la mia vita, non ci avrei creduto. Quando si è giovani si crede sempre nell’impossibile. Poi gli anni passano e si incomincia a perdere la fiducia. E non c’è cosa più sbagliata di questa! Non lasciare che gli str*nzi distruggano i tuoi sogni. Non credere alle loro menzogne. Se ti dicono che non sei abbastanza qualificata, chiedi loro che qualifica hanno per stabilire ciò.

La verità è che questo è un gioco al massacro. Le persone vengono usate e umiliate a proprio piacimento e per il proprio tornaconto. A loro fa comodo dirti che non sei abbastanza “senior“, poiché così possono propinarti contratti di schiavitù legalizzata (vedi, ad esempio, gli stage) e pagarti (quando ti va bene) appena qualche centinaio di euro al posto di uno stipendio a 4 cifre.

Ora, fermati un attimo. Inspira ed espira. Visualizza mentalmente tutte le provocazioni e cattiverie ricevute, sempre continuando a ispirare ed espirare. Chiudi gli occhi e allontana da te tutta questa negatività. Adesso aprili e pensa invece a tutte le cose positive che ti sono accadute in questi anni. Hai fatto numerosi passi avanti, hai investito su di te, seguito corsi di specializzazione e come sempre ce l’hai messa tutta. Ti sembra poco?

Pertanto, al prossimo che ti chiederà come ti vedi tra 4 anni, tu rispondi così:

Io non so come mi vedo tra 4 anni, io solo che negli ultimi 4 anni della mia vita con determinazione e sacrificio sono riuscita ad acquisire nuove consapevolezze e nuove abilità. Ho raggiunto gran parte degli obiettivi che mi ero prefissata e sto lavorando sodo per raggiungerli tutti. Lei invece come si vede tra 4 anni?

Quando 2 persone non stanno più bene insieme

13 Gen

heartsickness

Liti a tutte le ore del giorno e della notte, porte che sbattono, imprecazioni che volano…

Tiziano canta “L’amore è una cosa semplice“, eppure i miei vicini di casa sembrano proprio non accorgersene. Sono anni che vanno avanti a urlare e io mi chiedo come facciano a resistere ancora a cotanto sforzo le loro corde vocali. Sono una coppia letteralmente scoppiata. Tuttavia, nessuno dei due molla l’osso. Non importa che siano le 3 del mattino o le 11 di sera, per loro ogni cosa è un pretesto per sbraitarsi addosso altisonanti bestemmie e fragorosi vaffanculo. E no. Questo non è il loro modo di civettare. Quello che li lega non è amore, ma odio allo stato puro. Il rispetto per gli altri non sanno nemmeno cosa sia, figuriamoci quello per se stessi! Sono talmente alienati e concentrati sulla loro storia melm(rd)osa da non riuscire a venirne a capo. Strillano in continuazione frasi come “non voglio più vivere con te” o “io me ne vado” e poi nessuno dei due esce mai veramente. Il loro è un legame pericoloso, un rapporto velenoso che inquina la mente e il corpo: non solo si fanno del male a vicenda, ma annichiliscono anche tutti coloro che li circondano. Malgrado ciò, inspiegabilmente, continuano a vivere sotto lo stesso tetto. A discapito della loro salute psicofisica e di quella del vicinato. Dopotutto, perché continuare a stare con qualcuno con cui non si è più in sintonia e che non è più in grado di rivolgersi  con modi civili e cortesi?  Quando due persone non stanno più bene insieme, è opportuno che si lascino, che prendano strade diverse e che ritrovino il senso di quello che hanno perduto: la dignità.

Voglio una persona fedele… capo dixit

28 Gen

capi

Eccomi qui, Donnalimone è di nuovo a terra. No, non ho forato né sono caduta. Semplicemente sono scesa dalla ruota del criceto degli stage. Quella dove fai 6 mesi di là e 6 mesi di là ancora. A quasi 2 anni dalla mia specializzazione ancora non sono riuscita a firmare un vero contratto di lavoro,  in compenso però ho accumulato esperienza in colloqui inutili e, a volte, agghiaccianti. L’ultimo, ad esempio, mi ha talmente scosso l’esistenza tanto che non ho chiuso occhio per 2 notti per paura che mi richiamassero! Che cosa ha generato questo mio stato d’ansia? Le affermazioni al limite della follia del capo dell’azienda, nonché ingegnere e amministratore unico:

  • Io voglio una persona fedele. Tu sei fedele? Non intendo indagare sulla tua vita privata (ci mancherebbe!). Per vedere se il nostro “matrimonio” possa funzionare, inizialmente propongo un periodo di stage. Io però – precisa subito – non sono come tutti gli altri: la mia intenzione è confermare – se ci piacciamo a vicenda-  la persona con un contratto a tempo indeterminato.
  • Lascia perdere quello che c’è scritto nell’annuncio. Io voglio una persona che sappia tutto dell’azienda e che sappia fare tutto. Al che ho pensato: che senso ha scrivere un annuncio nel quale si esplicita che si ricerca un web marketing junior, che curi la comunicazione aziendale online, aggiornando il sito e i canali social se poi in fin dei conti vuole un tuttofare? È come se io un giorno mi svegliassi e scrivessi: “A.A.A. cercasi commerciale”, ma poi in realtà ciò che cerco è una badante, una segretaria, una parrucchiera, un’estetista, un magazziniere, un perito informatico, un addetto alla sicurezza, un contabile, un addetto vendita… tutti in un’unica persona.
  • Qui non siamo alle poste che non appena arriva l’orario di chiusura prendi e te ne vai. Il nostro orario va dalle 9:00 alle 18:00, ma ci vuole flessibilità. E la flessibilità deve essere continuativa e non soltanto all’inizio o applicata sporadicamente solo per firmare il contratto. Che tradotto significa: una persona impegnata full-time che sa l’orario in cui entra in ufficio, ma non sa quando e se uscirà. Alla faccia degli straordinari pagati e della propria vita sociale!
  • Io voglio questo, pretendo quest’altro… il tutto per la bellezza di ben 3oo€ netti.

Inutile dire che sono scappata a gambe levate con la tizia – ebbene sì era una capa – che alle mi spalle mi raccomandava di pensarci bene. Ci ho già pensato bene, mia cara: l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re e 300€ non mi bastano nemmeno per la benzina!

Pertanto, sono a terra e aspetto il mio momento. Prima o poi arriverà, no?

C’ero anche io alla terza data di Madonna a Torino

24 Nov

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Ci sono riuscita. Ho finalmente visto la Regina del POP dal vivo.

La sua energia e professionalità mi hanno lasciata di stucco. Sapevo che i suoi concerti, non erano semplici concerti. Per la prima volta, ho potuto assistere di persona alle sue performance spettacolari, ricche di scenografie e coreografie emozionanti e graffianti.

Sì, perché lei, l’icona della «trasgressione», lascia il segno. Sempre.

Sul palco si è mostrata per quello che è: una personalità forte che sa anche svelare il suo lato più intimo e dolce.

È stato un concerto grandioso, toccante e ricco di vibrazioni positive. Non sono poi mancate le risate e attimi di serietà e commozione: la grandezza di Lady Ciccone è la naturalezza con la quale riesce a veicolare messaggi importanti di libertà e amore.

Ogni singolo secondo di esibizione è stata un’emozione e la scelta di inserire in scaletta Like a prayer  non poteva che essere la ciliegina sulla torta.

Grazie Madonna!

Guardare dall’alto verso il basso

20 Ago

dall'alto verso il basso

Solo da qui è consentito guardare dall’alto verso il basso!

Now, we are in the habit of looking at others arrogantly and we do not realise how small we are.

Siamo sulla stessa barca ma qualcuno è già affondato

22 Apr

Siamo sulla stessa barca ma qualcuno è già affondato

Mentre il mondo lascia messaggi e tweet sulla #GiornatadellaTerra nessuno mette in pratica quel che predica. Il che non mi stupisce più di tanto:  oggi va di moda andare controcorrente e allo stesso tempo nuotare con gli altri quando vediamo che nessuno ci sta ascoltando o seguendo.

Un ambiente sostenibile, il rispetto per la biodiversità e la cura delle risorse naturali sono temi che nessuno è realmente interessato a portare avanti.

Qualcuno ha detto che gli alberi e la natura non offrono un posto di lavoro… forse quel qualcuno ha dimenticato che anche la terra può e deve essere lavorata, concimata e coltivata. Cosa credono che il mangiare si materializza misteriosamente sulle nostre tavole quando si ha fame? Che gli agricoltori siano figure mitologiche a quattro braccia e che la zappa sia un reperto archeologico di epoche passate?

Ah, no dimenticavo… lavorare la terra non è di moda. Sfruttiamo gli uomini e le donne invisibili dei campi. Quelli che sotto il sole cocente si spaccano la spalla a piantare e raccogliere i frutti che state addentando comodamente seduti sul divano. Non chiediamoci quale sia la loro provenienza, tanto provengono direttamente dal frigo, no?

Che importa poi se queste persone vengano usate, sfruttate e costrette a vivere in luoghi stretti e angusti. Tutti ammassati e privati della propria intimità, umanità, dignità. L’importante è continuare a lamentarsi e odiare il prossimo sui social network. Perché le cattiverie e le frecciatine vanno via come il pane a suon di “mi piace” e “ritweet”.

Allora scrivete pure in maiuscolo: “chi gliel’ ha fatto fare a venire qua! Potevano starsene a casa propria!” oppure “ci rubate il lavoro! Qui non c’è più posto!”.  A me sembra che i veri nemici siano da sempre a due passi da noi e si chiamano:  memoria corta e abissale ignoranza.

Un tempo non tanto remoto, i vostri parenti, cugini, fratelli affollavano treni e navi con valige di cartone nella speranza di trovar la terra promessa. Quella dei sogni, della speranza e della forza di andare avanti. Ah già, voi  siete tutti figli unici senza radici, senza legami, senza famiglia, senza passato, senza lavoro, senza rispetto, senza umiltà, senza pudore, senza… cuore.

Qui però si torna indietro, la storia si ripete e le vittime si trasformano in carnefice e i carnefici in vittime.  Siamo sulla stessa barca ma qualcuno è già affondato.

Tutte le novità della primavera 2015

7 Apr

La primavera porta con sé tante speranze e tante sorprese: con essa non solo si allungano le giornate e i prati tornano in fiore, ma ogni cosa risplende di una luce nuova.
Per me, tutte le novità della primavera 2015 sono le seguenti:
proprio in questa stagione ho dato forma due anni fa a “Donnalimone”, un blog che incosapevolmente mi ha dato e continua a darmi tante soddisfazioni, e ora a distanza di 730 giorni eccomi qui a parlare della nascita di un mio nuovo progetto: “Cercamela“.

Cercamela, come la primavera, è un inno alla vita, guidato dalla voglia di scoprire il mondo e crescere sempre più.

Se anche voi, come me, siete affamati di curiosità, Cercamela è il luogo ideale per trovare tutte le risposte ai vostri interrogativi. Pertanto, se ne avete voglia, potete iscrivervi qui o su twitter.

P.S.  Donnalimone continuerà ad esistere 😉

Quando gli annunci di lavoro sono solo delle trovate pubblicitarie

19 Mar

Quando gli annunci di lavoro sono solo trovate pubblicitarie

Ogni giorno milioni di piattaforme e siti web per la ricerca del lavoro sono affollati da innumerevoli annunci di lavoro. Ma quanti di questi annunci sono effettivamente reali e quanti invece sono solo una trovata pubblicitaria?

Nel Bel Paese cercare lavoro è un’impresa ardua che richiede coraggio e spirito di osservazione. Sì, perché come avevo già segnalato in questo mio vecchio post, quando si è alla ricerca di un’occupazione bisogna innanzitutto selezionare gli annunci truffa dagli annunci di lavoro veritieri. Una volta eseguita questa prima scrematura occorre poi suddividere le richieste delle aziende in base alle nostre reali competenze e inclinazioni. A questo punto il tutto dovrebbe risultare un po’ più semplice, se non fosse che parecchi di quegli annunci di lavoro, in realtà, siano soltanto delle trovate pubblicitarie per aumentare la propria reputazione aziendale e Brand Awareness.

Ma come si fa ad individuare questo tipo particolare di annunci?

Per riconoscere gli annunci di lavoro a scopo puramente pubblicitario occorre fare attenzione ai seguenti dettagli:

  • Titolo annuncio. Se all’interno del titolo dell’annuncio vi è il nome dell’azienda più uno slogan invece della figura professionale ricercata, con ogni probabilità questo tipo di annuncio non è diretto a chi sta cercando un lavoro, ma è solo un escamotage per pubblicizzare l’azienda in questione. Un esempio può essere: “Nome Azienda + il miglior posto di lavoro”.
  •  Contenuto dell’annuncio. Chi è realmente interessato a trovare figure professionali, inserisce una breve descrizione dell’Azienda e sviluppa il testo sulla posizione vacante e sui requisiti che il candidato ideale deve possedere, mentre invece chi ne approfitta per sponsorizzarsi, di solito, mette in risalto la sua leadership nel suo settore di riferimento e i benefit dei propri lavoratori.
  • Canale ufficiale. L’annuncio di lavoro è su ogni canale, in tutti i luoghi e in tutti laghi, ma non c’è sul canale ufficiale: il sito dell’azienda. Ma come? L’avete letto sui giornali, ascoltato in radio e – addirittura- visto in tv , LinkedIn e quant’altro e sul loro sito ufficiale tutto tace? Quale azienda realmente interessata a trovare una specifica figura professionale spenderebbe milioni in pubblicità senza però dare modo ai candidati di candidarsi? Un Epic-fail o “tutto è bene finché se ne parli”?
  • Costanza. In un Paese con 3 milioni 221 mila disoccupati risulta difficile credere che lo stesso annuncio della stessa azienda si presenti con una costanza elevata tendente al semipermanente. Di solito i processi di selezione, seppure a volte lunghi, si concludono nel giro di poco tempo soprattutto nei casi in cui la ricerca ha “carattere d’urgenza”. Dubitate pertanto degli annunci a lunga conversazione. Ops scusate, volevo dire a lunga conservazione!

 

Neve: le strade sono regolarmente percorribili

7 Feb

Neve sui marciapiedi

Ma i marciapiedi? Chi non ha una macchina, chi non la può usare o semplicemente ha come mezzo di trasporto i propri arti inferiori cosa deve fare?

Avventurarsi con le ciaspole in città o sperare di:

  • non rompersi l’osso del collo scivolando su una lastra di ghiaccio;
  • non essere investito da un’automobile ingolfata;
  • non rimanere bloccato da nuove catene montuose ai bordi dei marciapiedi?

Ai posteri l’uso del buon senso!

Il vincitore di sanremo 2015 è l’amore

25 Gen

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Buona fortuna Amore

Io sono una finestra,
una finestra tra le stelle.
Sola, libera oggi ti parlo
non dei sogni infranti o della vita d’inferno,
ma di un vento senza nome e
una voce che sussura: “siamo uguali”.
Fatti avanti amore, fatti avanti!
Non chiederti che giorno è,
sappi solo che è un attimo importante.
Come una favola,
il mondo esplode tranne noi.
Adesso e qui, nostalgico presente,
tu sei il mio grande amore,
il solo al mondo.
E tuttò ciò è straordinario:
anche quest’anno sanremo insieme.